La lettera del Card. Matteo Zuppi per l’inizio dell’anno scolastico

All’inizio di questo nuovo anno scolastico, il Cardinale e Presidente CEI Matteo Zuppi ci dona parole che non sono semplici auguri, ma una direzione, un respiro, una promessa. Ci ricorda che la scuola è davvero buona, anche quando il mondo sembra complicato e il futuro incerto. È buona perché è il luogo dove si impara a vivere insieme, a crescere nelle relazioni, a costruire un domani che non appartiene solo a ciascuno, ma a tutti.

Il Cardinale ci invita a rendere la scuola un luogo di ascolto, dove le parole non feriscono ma curano, dove i giudizi non dividono ma aiutano a comprendere, dove la diversità diventa ricchezza e non ostacolo. In un tempo in cui la forza sembra tornata di moda, Zuppi ci ricorda che la vera forza è la non‑violenza, quella che nasce dal dialogo, dall’incontro, dall’attenzione sincera all’altro.

La scuola è il laboratorio dove impariamo a vincere la paura — quella che rende aggressivi, che chiude, che isola — e dove scopriamo che l’altro non è un nemico, ma un fratello che attende di essere riconosciuto. È qui, “nel piccolo”, che si prepara il “grande”: una società più umana, più mite, più capace di fraternità.

Accogliamo allora il suo invito: facciamo della scuola un luogo in cui si impara a vivere insieme, a parlare con rispetto, a costruire pace. Perché ciò che accade tra i banchi non resta lì: diventa futuro.

Qui sotto puoi leggere il testo completo del suo messaggio:

Gli auguri dell’Arcivescovo all’inizio del nuovo Anno scolastico


Buona scuola, buon inizio di scuola. Qualche volta qualcuno può pensare il contrario, ma la
scuola è davvero buona. Rendiamola anche piena di significato con la nostra attenzione, con
l’incontrarsi e anche facendone un luogo di ascolto.
Cerchiamo relazioni in cui crescere, ove vi sono anche confronti aperti, senza violenza nelle
parole, senza durezza nei giudizi: esse possono aiutare tutti quanti a essere migliori, a parlare
non necessariamente per essere contro qualcuno o per fare le classifiche, ma per capire che
siamo diversi e che la diversità di tutti aiuta quella di ciascuno. Ecco, siamo in un momento
non facile, il mondo sembra così complicato, il futuro sembra così incerto. Secondo qualcuno
il futuro è addirittura impossibile, per cui “mi tengo stretto quello che ho e cerco di prendere
subito quello che posso mettere da parte”.
Invece la scuola prepara il futuro di ognuno di noi e anche il futuro insieme di tutti quanti noi.
Per questo è una buona scuola quando aiuta a prepararci e a preparare il futuro.

Un ultimo consiglio contro tutte le violenze. Nel mondo ce ne sono tante ed è tornata di moda
la forza. È tornato di moda il parlare sopra gli altri, è tornato di moda il fare e decidere da soli
perché gli altri diventano un pericolo ed è così poco di moda invece imparare a conoscere gli
altri e a vivere insieme. Lo facciamo “in piccolo”, in classe, dentro la scuola: chi non ci aveva
mai parlato invece ha tante cose da dire e chi parla sempre, forse, invece impara a capire e
ascoltare di più gli altri.
Questo bisogna farlo “in grande” ma affinché questo avvenga dobbiamo mettere via la
violenza “nel piccolo”. È la paura che ci rende violenti e quindi dobbiamo lottare contro la
paura e contro quelle parole che fanno male, che molte volte feriscono e le ferite diventano
difficili da guarire, quei giudizi che comunque non cancelli, magari togli l’amicizia ma il
rancore, l’odio, quel livido resta dentro e si incattivisce. Per questo una buona scuola è anche
quella in cui combattiamo la violenza con l’incontro continuo, con il dialogo perseverante, con
l’attenzione sincera all’altro. Gesù, colui che è meno violento di tutti, ci insegna non solo a non
essere violenti, ma ad amare gli altri, anche i nemici. Perché l’altro in realtà non è un nemico,
è un fratello che non mi riconosce e se anche io non lo riconosco è la fine della fraternità. E
dell’umanità.
Invece siamo umani, fatti per vivere insieme. Buona scuola!


Card. Matteo Zuppi,
Arcivescovo di Bologna

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